TERRITORI TANGENTI, PARLIAMO CON LA FOTOGRAFA SIMON

Mi addentro con Simon in un territorio tangente all'arte contemporanea vera e propria, quello della fotografia. Tangente, a volte così tanto, da compenetrare, fondersi e sparire diventando tutt'uno con l'arte. Artisti e fotografi, sfumature dal confine lievissimo a tratti invisibile. Simon è nata a Forlì e si è diplomata allo IED di Milano in fotografia, collabora con I-d, Dazed and Confused, butt, Fantastic Man, Les Inrockuptibles, Tokion, D di Repubblica, Marie Claire, Flair, Hunter, Nylon, Dealer Deluxe, Vice, GQ, Glamour, L’Uomo Vogue, Zoo Magazine, Elle UK, Nylon Guys, Icon, L’Optimum, Rolling Stone, Vanity Fair, Another Magazine, Toh, Style Magazine. Ha esposto in numerose collettive e personali e ha all’attivo numerose pubblicazioni.

Federica Tattoli

Come presenteresti la tua ricerca?

Fotografo da quando sono piccola ciò che mi piace, questo era il mestiere che sognavo e non ho mai cambiato idea. Questa, credo che sia la mia ricerca, raccontare delle storie attraverso le immagini, sia che siano foto di spazi o che siano ritratti, come se ogni scatto potesse essere un frame di un film. La luce è un elemento fondamentale della mia fotografia, il flash per i ritratti e gli interni e la luce piatta o assenza di luce per gli esterni. 

Il ritratto è parte principale dei tuoi lavori, come mai?

Amo fotografare le persone e forse è per colpa della mia timidezza o riservatezza, decidi tu come chiamarla. Devono però posare per me, non mi piace che siano scatti rubati. Credo che nulla come una faccia sappia raccontare una storia, so che è un luogo comune, ma anche quando faccio dei servizi di moda per me il casting è fondamentale. 

Cinema Italia, in cosa consiste e come l'hai realizzato?

Cinema italia consiste in una serie di ritratti di attori ed attrici del cinema italiano. Giovani promesse, attori ed attrici affermati e vecchie glorie del nostro cinema. Ho ritratto ognuno di loro in una differente stanza di hotel chiedendogli, per quanto possibile, di interpretare un personaggio all’interno del luogo in cui li avevo “rinchuisi”. Fondamentale è stato anche lo styling (per il cui aiuto devo assolutamente ringraziare Amelianna Loiacono ed Alex Vaccani), quasi sempre rigorosamente vintage.

I luoghi, che valenza hanno nei tuoi scatti?

I luoghi, quasi quanto il casting, sono per me fondamentali per raccontare una storia. Ho una vera passione per i non luoghi o comunque gli spazi architettonici un po’ tristi (passami il termine, classificarlo per annata mi sembra un po’ limitante, mi può appassionare una casa anni 60, un interno decadente con carta da parati soffocante, così come un edificio fine anni 90 su una spiaggia ibizenca).

Cosa non manca sul tuo tavolo di lavoro? 

Il mio mac, il mio telefono ed una bottiglietta d’acqua.

Cinema Italia, Riccardo Scamarcio.

Cinema Italia, Riccardo Scamarcio.

Un luogo dove ti piacerebbe esporre le tue fotografie?

Berlino.

Un magazine su cui non hai ancora pubblicato dove vorresti pubblicare?

Self Service.

Mercato o urgenza espressiva?

Urgenza espressiva!

Leggerezza o spessore?

Un leggero spessore.

Notte o giorno?

Giorno.

Mi descrivi in poche parole uno dei tuoi ultimi progetti fotografici?

Maybenever è una raccolta di immagini che semplicemente funzionano assieme. Ritratti, still life, foto di spazi, è come se ognuna di quelle immagini seppur diversa fosse la stessa. 

Maybenever sono io.

Cosa stai leggendo?

I giorni dell’eternità di K. Follett.

Un film?

The Virgin Suicides.

Dove ti piacerebbe vivere?

Los Angeles.

Ci sono fotografi che vedi come un punto di riferimento? E artisti con cui ti piacerebbe

collaborare?

Stephen Shore, William Eggleston, Juergen Teller, Marina Abramovic e Francesco Vezzoli.

Un progetto, tangente alla fotografia che ti piacerebbe fare?

Un libro di fotografia. 

Se non fossi fotografo che tipo di carriera avresti intrapreso?

L’artista.

Lo scatto perfetto è?

Qualunque purché ti trasmetta qualcosa .

Digitale o analogico?

Sono cresciuta con l’analogico ma ora digitale.

Instagram e i filtri sui socials, cosa ne pensi?

Instagram mi piace e trovo divertente l’uso dei filtri, sono per non prendersi troppo sul serio.

Un sogno?

Poter avere la possibilità di fotografare chi voglio come voglio.

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